L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal presenta un doppio appuntamento con Dewey Dell, compagnia italiana di danza e performing arts attiva dal 2006, che esplora attraverso il linguaggio del corpo, della musica e della voce il rapporto tra essere umano, natura e dimensione soprannaturale.
La serata propone la performance Deriva Traversa, creazione coreografica di Teodora Castellucci, e l’esposizione Metamorfosi di un’idea, dedicata al processo creativo che ha portato alla realizzazione di Le Sacre du printemps, rilettura dell’opera di Igor Stravinsky firmata dalla compagnia nel 2023.
- Deriva Traversa – Spettacolo di danza
Deriva Traversa esplora il rapporto tra solitudine, memoria, natura e dimensione soprannaturale attraverso il linguaggio del corpo, della musica e della voce.
La solitudine è un elemento costitutivo del mestiere del pastore. Gli permette un’immersione interiore totale, un lieve allontanamento dal visibile. I suoni udibili si assorbono in un nuovo silenzio, i pensieri si formano in modo assoluto. Gli animali da custodire diventano l’unica possibilità di astrazione dal sé, di cura o di affetto.
Quando i pastori cantano, per intonarsi imitano il vento o il belato della pecora o della mucca. Attraverso la poesia cantata trasmettono una storia passata, tramandando oralmente la cultura di generazione in generazione. Questa risalita nel tempo, tuttavia, non abbandona la realtà presente, ma si distacca soltanto dal mondo visibile. La storia che i pastori poeti cantano può essere intesa come un tentativo di decifrare l’invisibile, attraverso una discesa nel sé, una vera e propria geografia del soprannaturale.
- Metamorfosi di un’idea – Esposizione
L’esposizione accompagna il pubblico alla scoperta del processo creativo di Le Sacre du printemps, una delle più recenti creazioni della compagnia, realizzata nel 2023 sulle musiche originali di Stravinsky.
Il lavoro di Dewey Dell si ispira ai comportamenti del regno animale e alle immagini della storia dell’arte. La danza associa atteggiamenti naturali, presentati in forma astratta, all’espressività e alla composizione delle tradizioni pittoriche e scultoree. Il corpo diventa così uno strumento per formulare un linguaggio che si muove tra umano e ferino, cultura e istinto, stilizzazione delle forme e comprensione del selvaggio.
Nelle sue creazioni, la compagnia si confronta con archetipi e strutture narrative provenienti dall’antichità, trasformando i modelli originari in matrici attraverso cui dare forma a una materia nuova e contemporanea. Dopo Hamlet (2021), Le Sacre du printemps (2023) e Dido and Aeneas (2026), Dewey Dell continua a esplorare il rapporto tra mito, natura e trasformazione.
In ogni metamorfosi e in ogni cambiamento profondo della vita, la morte accompagna la vita, apparendo come un rito di passaggio o una rivoluzione interiore. Nel mondo animale e vegetale, questa coesistenza diventa ancora più concreta: la morte è spesso parte del processo di fecondazione e la vita prolifera sulle carcasse in decomposizione. Tra insetti, semi e muffe, la morte è una presenza accogliente, un invito alla vita.
La rilettura del Sacre du printemps di Dewey Dell nasce proprio dall’idea di restituire alla natura la potenza tellurica della musica di Stravinsky. Il sacrificio di una vita umana, al centro dell’antico rito pagano evocato nell’opera originale per garantire la fertilità della terra, trova qui numerose analogie nel mondo naturale: un fiore che libera il proprio polline, un fungo che disperde le sue spore, una carcassa in decomposizione diventano equivalenti della vittima eletta. Ciò che inizialmente apparteneva alla dimensione culturale si trasforma così in una questione naturale. La celebrazione del mistero della primavera e dell’irruzione violenta della vita nel mondo non può prescindere da un cataclisma, da una riflessione che includa anche la morte.
Per la prima volta vengono presentati al pubblico i bozzetti dei costumi e della scenografia, insieme ai riferimenti visivi che hanno ispirato la creazione, provenienti dal mondo naturale – vegetale, animale e microscopico, tra insetti e muffe – e alle fotografie dei costumi e delle scene nella loro realizzazione finale.
L’esposizione offre così l’opportunità di seguire la metamorfosi di un’idea, dalle prime suggestioni e fonti d’ispirazione fino alla sua realizzazione sulla scena.
Giovedì 12 novembre 2026, ore 17:00
Istituto Italiano di Cultura di Montréal
1200, avenue du Docteur-Penfield, Montréal
Ingresso libero – RSVP
Deriva Traversa – Crediti artistici
- Coreografia e interpretazione: Teodora Castellucci
- Musiche: Demetrio Castellucci
- Assistenza alla coreografia: Agata Castellucci
- Composizione corale e voci: Adam Sherry e Sam Sherry / A Dead Forest Index
- Drammaturgia: Vito Matera
- Costumi: Guoda Jaruseviciute
Con il sostegno di progetto MUSE / compagnia B, in collaborazione con Festival Danza Urbana e Festival Città delle Cento Scale.
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